Usciamo da Barcellona con la netta sensazione di di aver sfiorato la tragedia, queste due trasferte hanno messo a dura prova l’ umore dei piloti e ci hanno fatto ricredere nella “divina provvidenza”. Si è rischiato grosso, ed è finita “bene”.
L’incidente di Marquez Junior, nato da un problema di Acosta, ha innescato una carambola da brividi, una di quelle sequenze che riguardi e fai fatica a credere siano reali. E poi la seconda partenza, ancora peggio, con Zarcò protagonista di una dinamica assurda, capovolte, gamba incastrata tra ruota e forcellone… roba che alla fine quasi ti sembra “meno grave” del previsto e già questo dice tutto. In certi momenti il motociclismo ci ricorda quanto sia sottile il confine tra spettacolo e dramma. E infine una classifica stravolta dalle penalità legate alla pressione delle gomme. Quasi una burla.
Ma facciamo un passo indietro: Le Mans, dopo quattro cadute pesanti e una gara di Casey buttata dall’ 8°posizione .. la mente vola subito lì, “Brno 2007”, quando Marco non aveva ancora la moto ufficiale, cadde, si rialzò, cadde di nuovo, fino a un terzo incidente in cui distrusse totalmente la moto. Lì inizi a farti delle domande, una magari più sciocca di altre “ma perché?”. Poi però capisci che una risposta non c’è. E quando non c’è, l’unica cosa che devi fare è chiudere le valigie in fretta e furia e andare il più lontano possibile. Nel box, questi momenti li riassumiamo in un modo che dice tutto: “via, via, via, via”, imitando Aligi Deganello, che anche nei giorni storti riusciva comunque a strapparti mezzo sorriso.
Ad ogni modo, O’gorman aveva ingranato la “modalità turistica”, aveva al seguito : mamma, fidanzata, fratelli e tutto il parentado. Così largo da far tremare anche quelli di otto sotto un tetto. Questo, sommato alla voglia matta di dimostrare qualcosa, lo ha portato a strafare e a commettere più errori del dovuto. Eppure resta un ottimo pilota, ma deve imparare a respirare, a leggere la gara, a non farsi carico di pressioni non sue.
La nostra domenica sportiva è stata salvata solo da Leo che ha conquistato finalmente i suoi primi due punti in campionato. 300.000 persone hanno varcato i cancelli del circuito di Le Mans nonostante il meteo ballerino. La bellezza di quest’ orda di gente ha reso tutto incredibilmente coreografico. L’ occhio si perdeva tra la folla, riportandomi nostalgicamente indietro nel tempo. Al Mugello di tanti anni fa, quando si dormiva tutti nel paddock rigorosamente con i tappi, e “Al Mugello non si dorme” non era solo uno slogan sulle magliette.
E ora siamo qui, in mezzo a tutto il caos di Barcellona, resta la gara straordinaria di O’Gorman, capace di rimontare dal fondo dopo una penalità pesantissima ed ECCESSIVA. Dodici posizioni in griglia, dodici, per un quarto intertempo troppo lento, roba da mordersi le mani. Le tribune di Montmelò lo hanno visto recuperare quattordici posizioni, sfilare gli avversari uno dopo l’altro in maniera magistrale , fino a rientrare nel gruppo che conta. Dove si è incastrato con un Fernandez che non se l’è lasciato scappare, dando il via a una battaglia serrata fino all’ ultimo giro. Resta però la cosa più importante: un decimo posto e la sensazione chiara che il suo potenziale c’è eccome.
Ma ora io mi chiedo: quale criterio viene usato per decidere i secondi di penalità? Mi spiego… a Ogura, che ha steso Acosta all’ultimo giro, hanno dato tre secondi di penalità. Tre. Mi piacerebbe davvero capire con quale proporzione vengano prese certe assurde decisioni. È tornato Spencer?
Leo da parte sua continua il suo apprendistato e gara dopo gara mette in pratica tutti i nuovi insegnamenti, che ci fanno ben sperare.
Neanche il tempo di disfare le valige che è già Mugello time.
La prima tappa italiana della stagione sarà orfana dei Fratelli Marquez, poiché anche Marc dopo aver firmato il record della pista a Le Mans in quell’unico giro di prova, durante la sprint ha fatto una caduta paurosa riportando diverse fratture. A entrambi facciamo un grande in bocca al lupo, augurandoci di rivederli presto in sella! Perché il mondo del motorsport ha ancora bisogno di due pedine importanti come loro e perché sono sempre troppo pochi quelli che riescono a farci alzare “tutti in piedi sul divano”.
-PaoloSic58-