CEV Le Mans 08/05/2016

CEV Le Mans 08/05/2016

E’ stata la prima volta in cui ho presenziato un intero week end in cui campionato del mondo Junior e Motomondiale correvano insieme, la prima e fortunatamente l’ultima per quest’anno, è un’emozione forte e devo andare per gradi, il mondo del mondiale è una situazione difficile da affrontare, devo farlo poco per volta, e per quest’anno un week end mi basta” scherza malinconicamente Simoncelli.

20 gradi, il sole scalda Le Mans, come poche volte è successo. Due soli turni, secchi, seguiti dalla gara il sabato. Tutto compresso e amplificato per i piloti del CEV, abituati a due turni in più e a 100.000 spettatori in meno. Il mormorio, il vociferare che veniva dagli spalti hanno distratto anche una forza come Tony. Mentre Yari non aveva mai visto questa pista, Tony al contrario se l’era sognata tante notti, proprio qui l’anno scorso ebbe un brutto incidente che lo tenne lontano dalle moto e in un letto d’ospedale per diverso tempo. Nelle prove del mattino, Tony, per meno di mezzo decimo manca la pole. Nel pomeriggio, va a spasso, pensando che gli altri non avrebbero migliorato. Finisce 11° , tutti han migliorato il loro tempo, tranne lui. “Se prima pensavo che Tony vivesse di competizione, oggi ne ho la certezza” commenta Paolo, “in griglia mi sembrava terrorizzato, forse per l’incidente, forse il pensiero della prima curva, tanto studiata con me alla tv ma in griglia non mi ascoltava.” Terrorizzato o no, il rombo del motore lo rende lucido, freddo e concentrato, non si posiziona dove previsto ma azzecca la traiettoria e passa indenne la prima curva dove invece, uno scontro tra alcuni piloti mette invece fuori gara Yari. Nei primi cinque giri Tony perde posizioni, forse dovuto alla cattiva gestione delle prove. Poi inizia a spingere e da 11° diventa 5°. Costretto a lottare con un gruppo di 7/8 piloti per tutta la gara, fa il miglior tempo al penultimo giro e stacca il gruppo. Il box era già tutto in piedi sul muretto, pensavamo di festeggiarlo per il suo 5° posto quando sbaglia l’ultima curva prendendo il cordolo e conclude 14°. “Mi sono emozionato. Ho imparato che non bisogna mai festeggiare prima di arrivare alla linea del traguardo. Quando ho fatto l’ultima curva e sono stato costretto ad alzare lo sguardo e scontrarmi con tutto quel pubblico, quegli occhi che mi osservavano, bè’ non ero preparato. Mi hanno spiazzato. “ dirà Tony al rientro ai box. Emozione 1 Tony 0. “Non mi sono neanche arrabbiato” commenta Paolo, “è successo a tutti, perché nonostante la bravura che può dimostrare in pista, resta un ragazzino di 15 anni. Sono contento comunque perché l’ho rivisto correre con la grinta, la classe e l’intraprendenza di prima dell’incidente di LeMans 2015”.

Al povero Yari invece, la caduta gli procura la rottura del puntalino leva cambio. Ma fa una cosa fantastica, arriva ai box cambiando direttamente le marcie con la mano. “Questa cosa la vidi fare a Remo Venturini sul circuito cittadino di Riccione, con una Bianchi 500, fu un’impresa epica.” Finisce la gara in solitario, l’ultimo giro fa il suo giro veloce a dimostrazione che è rimasto concentrato tutta la gara. “E’ stato bravo, poteva anche ritirarsi ma non l’ha fatto, ha macinato kilometri per fare esperienza.” I meccanici sono stati rapidi nel sostituirgli il puntalino. Logisticamente il CEV era situato lontano dalla pista, per i meccanici è stato un super lavoro, ci siamo comportati bene.

 

C’è ancora più di una settimana prima di Aragon, un tempo infinito in cui i nostri piloti si sfiniranno metabolizzando la gara passata e preparandosi a quella che dovranno affrontare, ma è giusto così, in fondo le gare sono più belle se rare…  come il sole su Le Mans.